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Digital Health e Covid-19: un finanziamento record di 3 miliardi di dollari nel 2020

Quali effetti avrà la pandemia sui finanziamenti alla sanità digitale e sulla sua evoluzione? Lo abbiamo chiesto a dodici importanti investitori del settore

I finanziamenti di progetti Digital Health registrano un 2020 più forte che mai, con un prodigioso investimento di 3,1 miliardi di dollari nel primo trimestre. A febbraio la pandemia Covid-19 ha colpito il mondo, causando un forte shock dei mercati. La doppia crisi causata da una pandemia globale ed i forti cambiamenti economici causeranno un forte impatto su tutti i settori di mercato, compresa la salute digitale. Al fine di valutare la portata, lo sviluppo e la tempistica dell’impatto, abbiamo intervistato dodici importanti investitori del settore sanitario tra il 16 e il 20 marzo 2020 (ed abbiamo incluso la nostra risposta nel campione). Sebbene le risposte dipingono un quadro cupo per quanto riguarda il campo di finanziamenti in situazioni di emergenza, c’è un tangibile senso di determinazione ad approfittare di questa crisi al fine di sviluppare soluzioni sanitarie digitali per combattere velocemente la pandemia e per rimodellare radicalmente il mondo della sanità non solo in Italia ma anche livello globale.

I finanziamenti per la sanità digitale erano in battuta d’arresto all’inizio del primo trimestre, prima che la pandemia Covid-19 destabilizzare l’economia statunitense. I finanziamenti di venture digitali per la salute sono esplosi nel primo trimestre del 2020, dopo investimenti moderati tra il 2018 e il 2019. Anche se all’inizio del 2020 era in corso un’ampia riduzione degli investimenti, le aziende statunitensi del settore sanitario digitale hanno comunque raccolto ben 3,1 miliardi di dollari su 107 transazioni, più di 1,5 volte il totale dei finanziamenti nel primo trimestre dell’anno precedente. In effetti, il primo trimestre del 2020 è stato il secondo trimestre più importante in termini di finanziamenti totali, con un incremento del 57% rispetto alla media dei finanziamenti trimestrali nel periodo 2018-2019. Ciò rappresenta il più grande periodo di finanziamento di dodici mesi di sempre (TTM) nell’ambito della salute digitale, con 9,3 miliardi di dollari investiti tra il secondo trimestre 2019 e il primo trimestre del 2020.

Ma questo non è un articolo sui livelli storici di finanziamento: è la storia di un sano slancio di finanziamenti messo in ginocchio da una pandemia globale. Anche se una parte del colpo economico sarà ricompensato dalla domanda di assistenza sanitaria connessa, non prevediamo che l’attività di investimento si mantenga al passo con i livelli del primo trimestre nei prossimi mesi.

Oggi, circa quattro mesi dopo che il primo caso di Covid-19 è stato individuato in Cina, stiamo vivendo una crisi sanitaria globale storica. La volatilità del mercato pubblico senza precedenti segnala un mercato di capitali in fase di attiva valutazione delle quotazioni in previsione di una brusca recessione economica causata da molteplici fattori: shock causato dalla quarantena sia sulla domanda che sull’offerta; un forte aumento della disoccupazione; una guerra dei prezzi del petrolio non correlata ma che sta avvenendo in un momento inopportuno; e nuovi modelli di lavoro a distanza, istruzione e distanziamento sociale – tutti cambiamenti culturali che possono persistere anche dopo il superamento della crisi. Le previsioni riguardanti la diffusione della SARS-CoV-2 e la strada di ripresa rimangono un’incognita a causa dell’assenza di un sistema diffuso di sorveglianza epidemiologica. Gli investitori venture hanno lanciato l’allarme per le startup, molte delle quali hanno già subito un enorme colpo sulle entrate, e si trovano costretti ad operare tagli profondi. Per effettuare una prima analisi di questa nuova realtà abbiamo intervistato tra il 16 e il 20 marzo una dozzina di importanti investitori nel settore della sanità, in merito alle prospettive di finanziamento di venture capital nel settore della sanità digitale nei prossimi mesi. Qui di seguito condividiamo le loro prospettive.


La salute digitale è l’unico modo per espandere la capacità del nostro sistema sanitario ormai al limite

La pandemia di SARS-CoV-2 e la recessione economica che ne deriva non hanno alcun riflesso positivo. Tuttavia, il settore sanitario digitale si trova in una posizione unica per affrontare molte delle sfide attuali e future. Stiamo assistendo all’emergere di una nuova serie di esigenze sanitarie, in quanto i sistemi sanitari di tutto il mondo si trovano ad affrontare limitazioni di capacità e restrizioni di interazioni interpersonali. Altri stanno facendo una corsa contro il tempo per espandere la capacità di test e sviluppare un vaccino e cure mediche. Le aziende sanitarie digitali offrono tecnologie che supportano la diffusione di cure in modo virtuale, scalando la forza lavoro medica ed accelerando la ricerca e lo sviluppo di diagnostica e le terapie.

La telemedicina, in particolare, viene impiegata in prima linea nella pandemia. Anche se ci sono stati alcuni segni di difficoltà di adeguamento della domanda, le start-up della telemedicina stanno rispondendo rapidamente alla crescente crisi sanitaria:


Una parte significativa delle startup fondate nel primo trimestre del 2020 sviluppa soluzioni per i fornitori che cercano di ottimizzare efficacia, capacità e flussi di lavoro con la tecnologia. Sessantotto startup che servono i fornitori hanno raccolto fondi nel primo trimestre del 2019. Poiché i fornitori ora si trovano in piena emergenza da Covid-19, terremo d’occhio questa tendenza e se le startup si troveranno ad affrontare sfide nella vendita a questo gruppo – o se vedranno abbreviati i cicli di vendita data l’urgenza di un’assistenza digitale.

L’innovazione che scala la capacità dei fornitori di servizi sanitari sarà fondamentale per la risposta nazionale a Covid-19. Speriamo di vedere come le startup lavoreranno a fianco dei loro partner del sistema sanitario per adattarsi a questa nuova sfida.

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